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Un radiotelescopio sulla faccia nascosta della Luna per la ricerca di vita aliena – La visione di Frank Drake

Frank Drake è un astronomo e astrofisico statunitense molto conosciuto in ambito scientifico per aver fondato insieme a Carl Sagan il programma SETI (acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence) e per la famosa equazione che porta il suo nome, riferita alla possibilità dell’esistenza di forme di vita intelligenti extraterrestri.
Meno conosciuta invece è stata la sua idea di installare un radiotelescopio sulla faccia nascosta della Luna (Drake è stato il primo al mondo a teorizzarla) per arrivare a risultati incredibilmente maggiori di quelli attualmente ottenuti con i radiotelescopi moderni.
Durante il congresso “Origine della vita intelligente nell’Universo” organizzato nel 1998 alla Villa Monastero di Ravenna (lago di Como) Drake ne parlò ai presenti definendola come “un’opportunità straordinariamente vantaggiosa”. Vediamo perchè.

Come ricordava lo scomparso Giulio Giorello nel libro scritto a quattro mani nel 2016 con Elio SindoniUn mondo di mondi“, per Drake un radiotelescopio sulla faccia nascosta del nostro satellite naturale sarebbe perpetuamente schermato sia dai trasmettitori terrestri sia da quelli presenti su orbite LEO o GEO, perchè la faccia nascosta della Luna è il solo luogo del sistema solare da cui la Terra non è mai visibile. (Agirebbero tuttavia le interferenze prodotte dalle trasmissioni dei veicoli spaziali, comunque deboli e dirette verso la Terra).

L’astronomo e astrofisico Frank Donald Drake

Una ulteriore condizione favorevole – spiegava Drake – sarebbe il valore minore della forza di gravità, 16,5% di quella terrestre, e la mancanza di venti permetterebbe la realizzazione di radiotelescopi grandi e precisi. Infine, il problema delle notevoli escursioni termiche cui la Luna è soggetta potrebbe essere superato grazie a semplici meccanismi, come quelli già collaudati per il radioteloscopio di Arecibo a Porto Rico.

“La faccia nascosta della Luna è il solo luogo del sistema solare da cui la Terra non è mai visibile”

L’impresa richiederebbe, tuttavia, l’apertura di un cantiere sulla Luna e qui i costi sarebbero elevati. Drake ha calcolato che se si riuscisse a costruire uno strumento del genere, e si potesse farlo di una decina di chilometri di diametro, si migliorerebbe la sensibilità, rispetto all’attuale radiotelescopio di Arecibo, di un fattore di centomila, aprendo di fatto la possibilità di ricerche incredibilmente innovative dello spazio profondo.

Stefano Primaluce

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