La ghost imaging sfrutta l’entanglement quantistico per ottenere l’immagine di un oggetto senza illuminarlo direttamente. Finora limitata a due dimensioni, un team del Lawrence Livermore National Laboratory ha creato il primo microscopio quantistico 3D capace di produrre immagini fantasma tridimensionali. Un laser e un cristallo generano fotoni entangled: uno (il fotone segnale) interagisce con il campione, l’altro (il fotone idler) arriva direttamente al rivelatore.
Confrontando i timestamp dei due rivelatori, si ottiene un’immagine tridimensionale precisa. Le coordinate x‑y provengono dall’immagine fantasma, le y‑z da quella standard, e l’informazione temporale fornisce la profondità. Il risultato è una ricostruzione volumetrica micrometrica, senza bisogno di scansione, e con bassa intensità luminosa. Applicabile a campioni fotosensibili, la tecnica apre prospettive nell’imaging cellulare dinamico e nella biologia quantistica.


