Alla conferenza ICE 2026 della Commissione europea, ATLHAS ha presentato una tecnologia basata sul sistema satellitare Galileo per certificare posizione, tempo e integrità dei contenuti digitali. L’integrazione nell’applicazione AgriFoto di AGEA mostra come questa innovazione possa contribuire a rendere più affidabili e rapidi i controlli della Politica agricola comune.
SOFIA – Una fotografia può mostrare un campo coltivato, un pascolo o un terreno appena lavorato. Ma come si può dimostrare che sia stata davvero acquisita nel luogo e nel momento dichiarati? E come verificare che non sia stata successivamente modificata?
È un problema destinato ad assumere un’importanza crescente in un’Europa che utilizza sempre più dati digitali per prendere decisioni amministrative, distribuire finanziamenti pubblici e verificare il rispetto delle normative.
Una risposta arriva da ATLHAS, una tecnologia che sfrutta il sistema europeo di navigazione satellitare Galileo per associare a fotografie, video e altri contenuti digitali informazioni verificabili sulla loro acquisizione.
La soluzione è stata presentata alla Integrated Administration and Control System Community Exchange Conference (ICE 2026), organizzata a Sofia dall’8 al 10 settembre dal Joint Research Centre della Commissione europea, insieme alla Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale e all’organismo pagatore agricolo bulgaro.
L’evento ha riunito 400 esperti provenienti da istituzioni europee, amministrazioni nazionali, centri di ricerca e imprese tecnologiche.
Il problema: quando i satelliti non riescono a vedere tutto
Da anni l’Unione europea utilizza i satelliti Copernicus Sentinel per verificare le condizioni dei terreni agricoli e monitorare il rispetto di numerosi requisiti della Politica agricola comune (PAC).
La tecnologia consente di osservare l’evoluzione delle coltivazioni, individuare determinate attività e automatizzare una parte delle verifiche che in passato richiedevano necessariamente la presenza di ispettori. Ma il monitoraggio satellitare presenta ancora limiti importanti.
Secondo un’analisi illustrata a Sofia dalla DG AGRI, il 17% delle condizioni di ammissibilità considerate risulta monitorabile con gli strumenti attuali, mentre un ulteriore 11% è classificato come potenzialmente monitorabile. In molti casi è quindi necessario integrare l’osservazione dallo spazio con informazioni raccolte direttamente sul terreno. Ed è qui che entra in gioco ATLHAS.
Una fotografia accompagnata da dati verificabili
Il sistema utilizza Galileo e, in particolare, il servizio OSNMA (Open Service Navigation Message Authentication), che consente di verificare l’autenticità dei messaggi di navigazione trasmessi dai satelliti europei.
Associando questi dati ad altri controlli sulla posizione, alla data e all’ora di acquisizione e all’impronta crittografica del contenuto, ATLHAS permette di creare un certificato digitale che rende verificabile la provenienza dell’evidenza e rilevabili eventuali modifiche successive.
Non si tratta, dunque, di aggiungere semplicemente le coordinate GPS a una fotografia.
L’obiettivo è costruire una catena di fiducia digitale che accompagni il contenuto dalla sua acquisizione fino alle successive verifiche. Questa certificazione non sostituisce l’interpretazione di ciò che appare nell’immagine: permette piuttosto di rafforzare l’affidabilità delle informazioni associate al file.
L’integrazione con AGEA: dalla tecnologia all’applicazione concreta
Uno degli elementi più significativi presentati a Sofia riguarda l’integrazione di ATLHAS nell’applicazione AgriFoto di AGEA, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura.
AgriFoto è progettata per consentire la raccolta di fotografie geolocalizzate nell’ambito dei controlli agricoli. Quando il sistema di monitoraggio satellitare non riesce a risolvere un determinato caso, l’agricoltore o un operatore può essere chiamato a fornire documentazione direttamente dal terreno.
Attraverso l’integrazione della tecnologia ATLHAS, la fotografia viene associata a informazioni certificate relative alla posizione e al momento dell’acquisizione, oltre che a elementi crittografici per verificarne l’integrità.
Il modello presentato prevede anche il supporto del servizio Galileo HAS (High Accuracy Service) per migliorare la precisione del posizionamento.
L’amministrazione può così disporre di elementi documentali più affidabili, fermo restando che la valutazione della conformità e le decisioni sui finanziamenti rimangono di competenza dell’organismo pagatore.
Dai pascoli alla biodiversità: le applicazioni
Il poster presentato dal team ATLHAS a Sofia illustra alcuni scenari nei quali la certificazione delle fotografie può essere particolarmente utile.
Il primo riguarda i pascoli situati in aree boscose o caratterizzate da vegetazione complessa, dove le immagini satellitari possono non essere sufficienti a determinare l’effettivo svolgimento delle attività agricole.
Un secondo ambito riguarda gli eco-schemi della PAC, che prevedono incentivi per pratiche favorevoli alla biodiversità, alla protezione degli impollinatori e alla conservazione del suolo. Fotografie certificate acquisite in momenti diversi possono contribuire a documentare la presenza di determinate colture, il mantenimento della copertura vegetale o lo svolgimento di specifiche attività.
Ulteriori applicazioni riguardano le colture legate ai sostegni accoppiati, la presenza del bestiame e la documentazione di alcune condizioni di gestione degli allevamenti. L’utilizzo di queste evidenze potrebbe ridurre il ricorso a sopralluoghi non necessari e contribuire ad accelerare la gestione delle pratiche. L’entità effettiva di tali benefici dovrà essere misurata nei diversi contesti operativi.
Una tecnologia che può andare oltre l’agricoltura
Un altro aspetto della soluzione ATLHAS riguarda la sua architettura.
La tecnologia è infatti progettata per essere integrata attraverso strumenti software SDK e API in applicazioni già esistenti, senza richiedere necessariamente la sostituzione delle piattaforme utilizzate da aziende e amministrazioni.
Questo approccio apre possibilità di applicazione anche ai sistemi informativi geografici, ai droni, ai controlli infrastrutturali, alla logistica e alle attività di verifica documentale.
In tutti questi settori ricorre lo stesso problema: stabilire quanto siano affidabili i dati digitali utilizzati per certificare attività, luoghi ed eventi.
La fiducia digitale come nuova infrastruttura
La conferenza di Sofia ha mostrato quanto il futuro della gestione agricola europea dipenda dall’integrazione di tecnologie differenti: osservazione satellitare, intelligenza artificiale, sistemi di navigazione, fotografie raccolte sul campo e piattaforme amministrative.
Ma perché questi strumenti possano funzionare insieme occorre un elemento fondamentale: la possibilità di verificare le informazioni che circolano tra i diversi sistemi. È precisamente su questo livello che interviene ATLHAS.
La sua integrazione in AgriFoto rappresenta un esempio concreto di come la certificazione satellitare possa essere incorporata nei processi amministrativi esistenti.
In un contesto nel quale contenuti digitali e immagini possono essere generati, modificati e distribuiti con facilità crescente, la possibilità di documentare in modo verificabile dove, quando e con quali garanzie è stato acquisito un dato potrebbe diventare un requisito sempre più importante.
La sfida non è soltanto raccogliere più informazioni, ma costruire sistemi capaci di dimostrare perché quelle informazioni meritino fiducia.


