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AGEA, AgriFoto e ATLHAS: quando le fotografie diventano prove digitali per l’agricoltura europea

Dai satelliti Galileo alla certificazione delle immagini raccolte nei campi: il caso italiano presentato alla conferenza ICE 2026 di Sofia mostra come una nuova generazione di tecnologie possa rendere più affidabili i controlli della Politica agricola comune, riducendo potenzialmente burocrazia e ispezioni sul territorio.

Una fotografia scattata con uno smartphone può diventare una prova digitale verificabile, utilizzabile nell’ambito dei controlli sui finanziamenti agricoli europei. Non si tratta semplicemente di associare coordinate GPS a un’immagine, ma di costruire un sistema capace di documentare dove e quando una fotografia è stata acquisita e di rilevare eventuali alterazioni successive.

È questa l’innovazione al centro dell’integrazione tra AgriFoto, l’applicazione dell’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA), e la tecnologia ATLHAS, presentata alla Integrated Administration and Control System Community Exchange Conference (ICE 2026), svoltasi a Sofia dall’8 al 10 settembre.

L’evento, organizzato dal Joint Research Centre (JRC) della Commissione europea in collaborazione con la Direzione generale Agricoltura e sviluppo rurale (DG AGRI) e l’organismo pagatore bulgaro, ha riunito 400 esperti e rappresentanti delle istituzioni europee, delle amministrazioni nazionali, del mondo scientifico e delle imprese tecnologiche.

In questo contesto, l’esperienza italiana ha mostrato come le tecnologie spaziali europee possano essere integrate negli strumenti amministrativi per affrontare un problema concreto: ottenere evidenze affidabili delle attività agricole quando le immagini satellitari non sono sufficienti.

Il limite dei satelliti: non tutto può essere osservato dallo spazio

Negli ultimi anni, il sistema di controllo della Politica agricola comune (PAC) ha conosciuto un’importante trasformazione grazie all’impiego dei satelliti Sentinel del programma europeo Copernicus.

Attraverso l’Area Monitoring System (AMS), le amministrazioni possono osservare l’evoluzione dei terreni, individuare determinate coltivazioni e verificare alcune delle condizioni previste per l’erogazione dei contributi. Tuttavia, anche le tecnologie satellitari più avanzate incontrano limiti oggettivi.

Un pascolo circondato da alberi, una copertura vegetale difficile da distinguere dall’alto o un’attività agricola svolta in un intervallo temporale ristretto possono risultare difficili da interpretare attraverso le sole immagini satellitari.

Il problema emerge chiaramente anche dai dati illustrati dalla Commissione europea durante la conferenza: secondo un’analisi della DG AGRI, soltanto il 17% delle condizioni di ammissibilità esaminate risulta attualmente monitorabile, mentre un ulteriore 11% è considerato potenzialmente monitorabile. Per molte verifiche, quindi, le amministrazioni continuano ad avere bisogno di informazioni raccolte direttamente sul terreno. Tradizionalmente, questo può comportare sopralluoghi, ispezioni e procedure che richiedono tempo e risorse.

AgriFoto nasce proprio per contribuire a colmare questa distanza tra ciò che il satellite può osservare e ciò che deve essere verificato sul campo.

AgriFoto: dallo smartphone al procedimento amministrativo

Nella presentazione tenuta a Sofia da Francesco Sofia, in rappresentanza di AGEA, è stato illustrato un modello di raccolta delle evidenze digitali integrato nei processi di monitoraggio agricolo. Il funzionamento segue una sequenza precisa.

Quando il sistema AMS individua una situazione che non può essere risolta attraverso l’osservazione satellitare, può essere richiesta una fotografia geolocalizzata del terreno.

L’agricoltore o l’operatore incaricato acquisisce l’immagine attraverso AgriFoto, seguendo una procedura che associa allo scatto le informazioni necessarie alla sua successiva verifica.

L’applicazione permette di controllare la qualità del posizionamento satellitare prima dell’acquisizione e dispone di strumenti per visualizzare i satelliti effettivamente disponibili, distinguendo anche i segnali Galileo autenticati.

Ma il passaggio tecnologicamente più importante avviene nel momento in cui la fotografia viene trasformata in un’evidenza digitale certificata.

È qui che interviene ATLHAS.

ATLHAS: il livello di fiducia che certifica le immagini

La tecnologia sviluppata da ATLHAS costituisce il livello di certificazione digitale integrato nell’applicazione AgriFoto attraverso un apposito Software Development Kit (SDK).

Il suo compito consiste nell’associare ai contenuti acquisiti informazioni verificabili relative al tempo, alla posizione, all’integrità del file e ai metadati dell’operazione.

Una componente fondamentale dell’architettura è rappresentata da Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare dell’Unione europea. In particolare, ATLHAS utilizza il servizio OSNMA (Open Service Navigation Message Authentication), che permette di verificare crittograficamente l’autenticità dei messaggi di navigazione trasmessi dai satelliti Galileo.

A questo si affianca il servizio HAS (High Accuracy Service), progettato per migliorare l’accuratezza del posizionamento mediante correzioni satellitari, quando supportato dalle apparecchiature utilizzate.

La combinazione di queste tecnologie con le verifiche software e le funzioni crittografiche di ATLHAS consente di produrre un certificato digitale collegato alla fotografia. Il certificato comprende informazioni quali data e ora, coordinate geografiche, identificativi dell’operatore e del dispositivo, metadati di acquisizione e un’impronta digitale del file calcolata mediante algoritmo SHA-256.

Quest’ultima consente di rilevare eventuali modifiche apportate al contenuto successivamente alla certificazione. Il risultato è un pacchetto documentale verificabile anche in un momento successivo e potenzialmente utilizzabile nel corso di controlli amministrativi e verifiche di audit.

È importante distinguere due aspetti: l’autenticazione Galileo rafforza l’affidabilità dei dati di navigazione, ma non garantisce da sola l’impossibilità di falsificare una posizione. La fiducia nell’evidenza deriva dall’insieme dei controlli adottati lungo la catena di acquisizione e certificazione.

Dai pascoli alla biodiversità: i casi pratici

Il poster scientifico presentato da ATLHAS alla conferenza ICE 2026 illustra diverse applicazioni concrete del sistema. Una delle più significative riguarda i pascoli situati in aree boscose o caratterizzate da vegetazione complessa. In queste condizioni, il monitoraggio satellitare può avere difficoltà a verificare la presenza effettiva degli animali o lo svolgimento delle attività di pascolo.

Fotografie certificate, acquisite sul terreno, possono fornire informazioni aggiuntive agli organismi pagatori e contribuire alla valutazione dell’ammissibilità delle superfici.

Un secondo caso riguarda l’Eco-schema 5 della PAC, dedicato anche alla tutela degli impollinatori. Le immagini certificate possono contribuire a documentare la presenza di colture o coperture vegetali favorevoli alla biodiversità nei periodi richiesti. Un’altra applicazione interessa l’Eco-schema 2, relativo all’inerbimento delle colture arboree, per il quale fotografie acquisite in momenti differenti possono aiutare a documentare il mantenimento della copertura erbacea.

Ulteriori scenari riguardano il sostegno alle colture specifiche, la presenza degli animali e alcune condizioni documentabili della gestione degli allevamenti.

In tutti questi casi, la certificazione non sostituisce il giudizio tecnico dell’amministrazione, ma permette di mettere a disposizione informazioni sulla cui provenienza e integrità possono essere effettuate verifiche.

Meno ispezioni e procedure più rapide: i benefici attesi

Il valore dell’integrazione AGEA–AgriFoto–ATLHAS va oltre la singola fotografia.

Il modello presentato a Sofia punta a rendere più efficiente l’intero processo amministrativo, dalla richiesta di documentazione alla valutazione della conformità.

Per gli organismi pagatori, la disponibilità di evidenze digitali affidabili potrebbe ridurre la necessità di alcune ispezioni fisiche, velocizzare la risoluzione delle pratiche e rafforzare la tracciabilità delle decisioni. Per gli agricoltori, il beneficio potenziale consiste nella possibilità di documentare determinate attività senza dover attendere necessariamente un sopralluogo.

Una gestione più rapida delle verifiche potrebbe inoltre contribuire ad abbreviare i tempi di liquidazione dei contributi. Si tratta di vantaggi attesi dal modello tecnologico: la loro effettiva entità dipenderà dall’adozione operativa del sistema, dall’organizzazione dei controlli e dalle prestazioni riscontrate su larga scala.

La distinzione delle responsabilità rimane fondamentale: AgriFoto raccoglie l’evidenza, ATLHAS ne rafforza la verificabilità, mentre AGEA conserva la responsabilità della valutazione e della decisione amministrativa.

Una piattaforma di certificazione che può andare oltre la PAC

Uno degli aspetti più interessanti dell’architettura ATLHAS è la sua possibilità di integrazione in applicazioni sviluppate da soggetti terzi.

Attraverso SDK e API, il livello di certificazione può essere incorporato in applicazioni mobili, sistemi informativi geografici (GIS), piattaforme industriali e soluzioni che utilizzano droni. Questo significa che la tecnologia non è necessariamente legata a una singola applicazione né esclusivamente al settore agricolo.

Lo stesso modello potrebbe essere utilizzato in numerosi contesti nei quali occorre verificare la provenienza e l’integrità di una documentazione digitale: controlli infrastrutturali, attività ambientali, gestione del territorio, logistica e ispezioni tecniche.

Il principio rimane identico: associare al contenuto acquisito informazioni affidabili e verificabili, creando una documentazione capace di accompagnare le successive decisioni.

Dall’osservazione della Terra alla fiducia digitale

La conferenza di Sofia ha mostrato come il futuro della gestione agricola europea non dipenda da un’unica tecnologia, ma dall’integrazione di strumenti differenti.

Satelliti per osservare i terreni, algoritmi di intelligenza artificiale per interpretare le immagini, applicazioni mobili per documentare le attività e sistemi crittografici per verificare l’affidabilità dei dati. All’interno di questa evoluzione, il caso AGEA–AgriFoto–ATLHAS rappresenta un esempio concreto di integrazione tra infrastrutture spaziali europee e applicazioni amministrative.

Il progetto dimostra come una tecnologia di certificazione digitale possa essere incorporata in un’applicazione destinata alla raccolta di evidenze sul campo, introducendo ulteriori garanzie di tracciabilità e integrità. La questione assume un valore ancora maggiore in un’epoca nella quale creare o modificare immagini digitali è diventato sempre più semplice, anche grazie all’intelligenza artificiale generativa.

Per le pubbliche amministrazioni non sarà sufficiente disporre di una quantità crescente di fotografie, documenti e informazioni: diventerà sempre più importante poter verificare come quei dati siano stati acquisiti e se siano rimasti integri.

L’esperienza presentata a Sofia indica una possibile direzione: trasformare le osservazioni raccolte sul campo in evidenze digitali verificabili, avvicinando innovazione tecnologica, affidabilità amministrativa e semplificazione dei controlli.

Stefano Camilloni

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