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ATLHAS e Galileo: come certificare l’autenticità dei dati digitali grazie ai satelliti

La rivoluzione dell’Osservazione della Terra non riguarda soltanto la raccolta di immagini satellitari sempre più dettagliate. Una delle nuove sfide è garantire che i dati digitali siano autentici, verificabili e non alterati. È proprio in questo contesto che si inserisce ATLHAS, una tecnologia italiana presentata al workshop “40 anni di Telerilevamento in Italia: dalle prime immagini satellitari alle nuove frontiere della GeoAI – Dati, Prodotti, Servizi EO”, promosso da ENEA e AIT – Associazione Italiana di Telerilevamento. Il contributo dedicato al sistema è stato pubblicato nel volume celebrativo dell’evento.

Il problema: possiamo davvero fidarci di una foto o di un video?

Viviamo in un’epoca in cui immagini, video e documenti digitali vengono condivisi in tempo reale. Tuttavia, dimostrare che un contenuto rappresenti realmente ciò che mostra, nel luogo e nel momento dichiarati, non è affatto semplice.

Una fotografia può essere modificata, un video può essere manipolato oppure un documento può essere estrapolato dal proprio contesto. Senza un collegamento verificabile con la realtà fisica, il dato digitale rimane potenzialmente contestabile.

La soluzione: l’autenticazione satellitare di Galileo

ATLHAS affronta questo problema sfruttando il sistema europeo di navigazione satellitare Galileo.

In particolare, utilizza il servizio OSNMA (Open Service Navigation Message Authentication), che permette di autenticare i messaggi trasmessi dai satelliti. Grazie a questa tecnologia, il sistema associa in modo crittograficamente verificabile un contenuto digitale alla posizione geografica e al momento esatto della sua acquisizione.

Il risultato è un dato dotato di due elementi fondamentali:

  • SpaceStamp, che certifica la posizione geografica;
  • TimeStamp, che certifica data e ora dell’acquisizione.

Come funziona ATLHAS

Il processo descritto nel volume si sviluppa in diverse fasi.

Durante l’acquisizione, un’immagine, un video, un documento o un tracciato viene associato ai dati GNSS certificati. Successivamente il sistema verifica che i segnali provengano realmente da satelliti Galileo autenticati e non siano stati oggetto di manipolazioni.

A questo punto viene creato un hash crittografico del file, collegato ai dati di posizione e tempo autenticati e registrato in modo immutabile sulla blockchain. Eventuali modifiche effettuate successivamente risultano quindi rilevabili.

Contro spoofing e immagini manipolate

Uno degli aspetti più interessanti illustrati dagli autori riguarda la capacità del sistema di contrastare tentativi di falsificazione.

ATLHAS integra infatti funzioni anti-spoofing e un sistema di monitoraggio del jamming, mentre combina l’analisi forense delle immagini con i metadati GNSS certificati per individuare fotografie manipolate, immagini fuori contesto oppure fotografie di altre fotografie utilizzate in modo fraudolento.

Dalle mappe ai droni: le possibili applicazioni

Le applicazioni sono numerose e spaziano ben oltre il tradizionale telerilevamento.

Secondo il contributo pubblicato nel volume, la tecnologia può essere integrata tramite API in applicazioni mobili e piattaforme software esistenti, permettendo la certificazione automatica di immagini, video, documenti e tracciati di movimento.

Tra gli impieghi citati figurano:

  • rilievi topografici e cartografici;
  • monitoraggio ambientale;
  • agricoltura di precisione;
  • archeologia;
  • assicurazioni;
  • logistica;
  • monitoraggio di infrastrutture e cantieri;
  • supporto probatorio in ambito legale.

Il sistema supporta inoltre tecniche GNSS avanzate, comprese correzioni RTK, utilizzabili anche con smartphone e ricevitori esterni a basso costo, raggiungendo precisioni fino al livello centimetrico in scenari operativi controllati.

Un nuovo concetto di fiducia digitale

L’idea alla base di ATLHAS è semplice ma ambiziosa: trasformare il dato digitale da semplice informazione a elemento verificabile e certificato.

In un contesto in cui l’autenticità delle informazioni è sempre più importante, poter dimostrare in maniera indipendente dove e quando un contenuto è stato acquisito rappresenta un passo significativo verso una maggiore affidabilità dei dati utilizzati nei processi decisionali, scientifici e operativi.

La pubblicazione del lavoro nel volume celebrativo dei 40 anni del Telerilevamento in Italia testimonia l’interesse della comunità scientifica verso soluzioni che integrano Osservazione della Terra, navigazione satellitare Galileo e certificazione digitale, aprendo nuove prospettive per la gestione sicura delle informazioni geospaziali.

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