La settima stagione della celebre serie antologica Black Mirror presenta un episodio toccante intitolato “Eulogy”, che esplora il complesso rapporto tra memoria, perdita e le potenzialità (e forse i pericoli) della tecnologia. L’episodio, scritto dal creatore della serie Charlie Brooker insieme alla sceneggiatrice e drammaturga Ella Road, ci introduce Phillip (interpretato da Paul Giamatti), un uomo chiuso e isolato che viene contattato in seguito alla morte della sua ex fidanzata, Carol. La famiglia di Carol desidera il suo aiuto per il memoriale e gli fornisce Eulogy, una tecnologia che permette agli utenti di caricare vecchie fotografie per creare un elogio funebre.
Sebbene il programma possa elaborare fino a 1.500 foto, Phillip ne recupera solo tre (polaroid) da una scatola nascosta in soffitta. È qui che emerge un problema significativo: Phillip non riesce a ricordare l’aspetto di Carol, avendo vandalizzato le foto nel tentativo di cancellarla dalla sua vita.
Attraverso queste poche immagini, accompagnato da una consulente generata dall’intelligenza artificiale chiamata Guida (interpretata da Patsy Ferran), Phillip intraprende un viaggio immersivo nei suoi ricordi. La Guida, creata a partire dai ricordi della figlia di Carol, Kelly, per garantirne l’accuratezza, sfida costantemente la narrazione distorta che Phillip si è costruito nel tempo.
L’episodio solleva interrogativi affascinanti sul ruolo della tecnologia nella nostra comprensione del passato. Eulogy rappresenta un’applicazione futuristica dell’intelligenza artificiale per la rielaborazione della memoria, un concetto che, sebbene ancora nel regno della finzione, riflette il crescente interesse della scienza e della tecnologia per l’archiviazione digitale e la ricostruzione di esperienze passate.
L’ispirazione per “Eulogy” deriva in parte dalla docuserie del 2021 di Peter Jackson, The Beatles: Get Back, che ha utilizzato la tecnologia per migliorare immagini d’archivio ed estrarre le voci di John Lennon, permettendo al pubblico moderno di vedere e ascoltare materiali del passato con maggiore chiarezza. Questo parallelismo evidenzia come la tecnologia possa essere impiegata per preservare e dare nuova vita a frammenti del passato.
Tuttavia, “Eulogy” va oltre la semplice riproduzione di ricordi. La presenza della Guida, un’entità basata sull’intelligenza artificiale e intrisa dei ricordi di un’altra persona, introduce un elemento di interpretazione e contestualizzazione. Essa non si limita a mostrare i ricordi, ma li analizza, fornendo prospettive alternative e sfidando le convinzioni del protagonista.
Questo aspetto solleva questioni etiche e psicologiche importanti:
- Quanto è affidabile una ricostruzione della memoria mediata dall’intelligenza artificiale? Sebbene la Guida sia progettata per l’accuratezza, la sua interpretazione degli eventi è inevitabilmente influenzata dai ricordi di Kelly.
- Qual è l’impatto emotivo di rivivere il passato attraverso una lente tecnologica? Per Phillip, l’esperienza è inizialmente dolorosa, ma alla fine lo porta a una nuova comprensione e persino a un rinnovato sentimento per Carol.
- Quali sono i rischi di affidare la nostra memoria e la nostra comprensione del passato a sistemi di intelligenza artificiale? La facilità con cui Phillip aveva “cancellato” Carol dalla sua vita manipolando le fotografie prefigura scenari futuri in cui la manipolazione digitale dei ricordi potrebbe avere conseguenze significative.
Come sottolinea Patsy Ferran, che interpreta la Guida, l’episodio è anche una storia sull’abbracciare la propria umanità, con i suoi errori e la necessità di compassione verso sé stessi e gli altri. Paul Giamatti aggiunge che, nonostante un iniziale senso di coercizione da parte della tecnologia, alla fine essa svolge una funzione positiva, aiutando il suo personaggio a elaborare il lutto e a ottenere una nuova prospettiva.
In definitiva, “Eulogy” non offre risposte definitive, ma invita a una riflessione sul potenziale trasformativo dell’intelligenza artificiale nel modo in cui interagiamo con la memoria, il lutto e la nostra storia personale. La tecnologia, come spesso esplorato in Black Mirror, è uno strumento potente, e il suo impiego per rivisitare il passato presenta sia opportunità che sfide significative per il futuro. La capacità di ricostruire e reinterpretare i ricordi attraverso l’intelligenza artificiale potrebbe offrire nuove forme di elaborazione del lutto e di comprensione del nostro passato, ma richiede anche una profonda consapevolezza dei suoi limiti e delle sue implicazioni etiche.
Stefano Camilloni


