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Marte, una scoperta sorprendente: salamoie liquide potrebbero scorrere sulla superficie del pianeta rosso

Per lungo tempo, Marte è stato dipinto come un mondo freddo e desertico, privo della preziosa acqua liquida indispensabile per la vita. Eppure, una nuova affascinante ricerca ha ribaltato questa visione, aprendo la possibilità che sulla superficie marziana possano formarsi salamoie liquide, ossia soluzioni saline che non congelano neanche alle bassissime temperature del pianeta.

A svelare questa sorprendente ipotesi è Vincent Chevrier, professore associato del Center for Space and Planetary Sciences dell’Università dell’Arkansas. Dopo 20 anni di studi e analisi approfondite, Chevrier ha recentemente pubblicato sulla rivista Communications Earth and Environment una ricerca rivoluzionaria che suggerisce che le salamoie potrebbero davvero formarsi su Marte, anche se per brevi periodi.

Come è stato possibile scoprire le salamoie su Marte?

La ricerca di Chevrier è nata combinando dati preziosi raccolti dalla storica missione Viking 2, atterrata sul pianeta rosso nel lontano 1976, con sofisticate simulazioni computerizzate. Viking 2 è stata scelta proprio perché è stata l’unica missione che ha chiaramente rilevato e caratterizzato la presenza di gelo marziano. Proprio questo gelo, secondo il professore, sarebbe la chiave per formare salamoie liquide per periodi brevi, alla fine dell’inverno e all’inizio della primavera marziana.

Una “finestra temporale” preziosa

Generalmente, il gelo su Marte sublima rapidamente: passa direttamente dallo stato solido al gas, saltando completamente lo stato liquido. Tuttavia, i modelli sviluppati da Chevrier mostrano che esiste una finestra temporale, della durata di circa due mesi terrestri, in cui le condizioni ambientali consentono a piccole quantità di ghiaccio di sciogliersi temporaneamente e trasformarsi in salamoie. Questo fenomeno avverrebbe principalmente al mattino presto e nel tardo pomeriggio.

Il segreto del perclorato

Marte è ricco di sali chiamati perclorati, che possiedono una proprietà cruciale: la capacità di abbassare drasticamente la temperatura di congelamento dell’acqua. In particolare, il perclorato di calcio può rimanere liquido fino a temperature di meno 75 gradi Celsius, creando le condizioni ideali per la formazione temporanea di salamoie liquide sulla superficie marziana.

Secondo la ricerca, per circa un mese marziano ogni anno, le condizioni sono perfette affinché la salamoia di perclorato di calcio si formi due volte al giorno, sfruttando temperature che si aggirano attorno al punto critico di meno 75 gradi Celsius.

Implicazioni per la vita e il futuro dell’esplorazione

Sebbene le quantità di acqua liquida generate siano estremamente ridotte e insufficienti per sostenere direttamente la vita umana, questa scoperta rappresenta comunque una svolta significativa. Essa suggerisce infatti che Marte potrebbe aver ospitato, o ancora ospitare, forme di vita estremamente adattate a condizioni estreme.

Questa nuova prospettiva è affascinante per la ricerca astrobiologica. Chevrier stesso sottolinea che la correlazione tra la formazione delle salamoie e i cicli stagionali marziani apre la strada a missioni future mirate. Lander robotici equipaggiati con sensori specifici potrebbero infatti essere inviati su Marte proprio durante queste “finestre” stagionali per raccogliere prove dirette della presenza di salamoie liquide.

Grazie a questa scoperta, la ricerca dell’acqua, e forse della vita, oltre la Terra si arricchisce di un nuovo capitolo appassionante, rendendo il pianeta rosso sempre più intrigante e misterioso.

Stefano Camilloni

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